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07 dicembre 2010

Pd, Renzi va ad Arcore e scoppia il caso. Bersani irritato: ''Non era la sede adatta''

   A partire dal segretario Pier Luigi Bersani che non nasconde davanti ai cronisti l'irritazione per la mossa del giovane sindaco. "Se era per i problemi di Firenze c'era Palazzo Chigi, a mio gusto", commenta gelido.

   "Non è vietato che un sindaco incontri il presidente del Consiglio ma esistono le sedi, i posti. Se no si può capire male...", insiste il segretario del Pd. L'incontro di Arcore tra Renzi e il premier Berlusconi nasce infatti come faccia a faccia sui fondi per la città di Firenze. Su Facebook lo stesso sindaco precisa: "Abbiamo discusso delle questioni concrete che riguardano Firenze". Perché ad Arcore? perché "io gli incontri istituzionali del Comune li faccio in Palazzo Vecchio. Ma se il premier, invece, riceve nella sua abitazione, io vado nella sua abitazione".

   Coetaneo di Renzi e responsabile Cultura del Pd, Matteo Orfini, non condivide il punto di vista del sindaco fiorentino: "La politica fatta a casa delle persone non mi piace. Tanto più se si tratta di andare a casa di Berlusconi.". Beppe Fioroni, tra i leader di Modem, getta acqua sul fuoco: "Lasciamo stare il festival della marginalità. Pensiamo a cose serie".

  E lo stesso Renzi ribatte su Facebook con molta schiettezza e si dice "divertito" dalle reazioni. Quella di Bersani, compresa. "Chi dice: con Berlusconi non si parla, come se lui non fosse premier. Chi dice: ad Arcore no, a Palazzo Chigi sì. Chi ignora che se non abbiamo entrate speciali (che Venezia e Roma hanno e noi no), che loro hanno promesso, dobbiamo tagliare sul sociale e sulle scuole. Sono il sindaco e lavoro concretamente per la mia gente: spero di non cedere mai all'ideologia". E ribadisce : "Vorrei essere chiaro. Per Firenze, che è la mia città, quella per la quale ho giurato sulla Costituzione di fare bene il mio lavoro, io vado ad Arcore anche tutti i giorni se serve".

   La schiettezza 'a viso aperto' del giovane Renzi non convince però nemmeno Pippo Civati, collega 'rottamatore' del sindaco fiorentino. "Non ci sarei andato ad Arcore, come ha fatto Matteo ieri. Anche se le motivazioni sono serie, il gesto può essere strumentalizzato", scrive Civati sul suo blog ma poi difende Renzi dalle critiche del segretario: "Mi pare che qualcuno stia esagerando, però, con la dietrologia, anche perché lo stesso Bersani, ad Arcore, ci sarebbe andato anche a piedi, ricordate?".
La vicenda, vista anche la frequenza con cui Renzi usa Facebook, ha scatenato un dibattito sul social network . Nei post lasciati nella 'bacheca' del profilo del sindaco di Firenze sembra prevalere una certa delusione . Per Fabio è ''grave il fatto che non lo abbia detto subito ma sia stato costretto a 'confessare', evidentemente non andava troppo fiero dell'nvito". Anche Silvia è esplicita: "Sei una grande delusione, quest'incontro non lo dovevi accettare, questo vuol dire che non sei una persona seria come volevi far credere".