''Siete una meraviglia, siete tantissimi, tanti giovani, siete l'Italia di domani''. Pier Luigi Bersani apre così, rivolto al popolo democratico, il comizio in piazza San Giovanni. E dopo l'ovazione della piazza il segretario richiama i suoi all'ordine scherzando: ''Cominciamo, che fa freddo''.
Quindi il segretario ha subito rivendicato: "Siamo a pochi giorni da un passaggio cruciale in Parlamento. Può affacciarsi la possibilità di sancire formalmente la crisi politica del centrodestra. Sarà finalmente ora di dire che se siamo arrivati a questo c'è molto del nostro lavoro. Solo due anni fa - ricorda - la scena era questa: una vittoria del centrodestra con una maggioranza senza precedenti nella storia recente del Paese. Tutti a omaggiare i vincitori presupponendone l'eternità. Noi non siamo caduti nel pensiero unico e nella frustrazione. Nonostante le difficoltà ci siamo sempre ritenuti un partito di governo momentaneamente all'opposizione".
"Noi ce l'abbiamo la patente per fare l'opposizione -sottolinea- non abbiamo bisogno di maestri che ci tirino la giacca tutti i giorni e credo che si sia visto" e anche la tempistica sulla presentazione della mozione di sfiducia, rivendica il segretario, è stata quella "giusta".
''Come due anni fa al Circo Massimo -ricorda - oggi qui a San Giovanni portiamo in piazza un grande partito popolare e portiamo un messaggio di fiducia e cambiamento" e "pensiamo che l'Italia sia ben migliore di quello che le capita ormai da troppo tempo: Berlusconi deve andare a casa", scandisce.
E incalza: "Il bilancio di questi anni è disastroso. Il nostro Paese non è migliorato in niente". Lo dice Pier Luigi Bersani a San Giovanni. Il segretario sottolinea: "Ci siamo visibilmente allontanati dai paesi forti dell'Europa. Abbiamo perso posizioni su posizioni in tutte le classifiche immaginabili e possibili" dagli investimenti all'evasione fiscale. "L'unica classifica che grazie a Berlusconi abbiamo rimontato e' quella del nostro posto delle barzellette nel mondo, del nostro posto nel discredito nel mondo....'', ironizza.
"Siamo 8 milioni. Anzi, c'è un ultimo aggiornamento: siamo 12 milioni". Così, dal palco di piazza San Giovanni i dove sono confluiti i due cortei che si sono snodati nella capitale, i conduttori della manifestazione hanno ironizzato sul tormentone del numero dei partecipanti al corteo e alla manifestazione del Partito democratico.
In attesa del comizio di Pierluigi Bersani gli artisti si alternano sul palco, Nina Zilli e Roy Paci Fiorella Mannoia è salita, a sorpresa, sul palco per intonare insieme a Simone Cristicchi 'Clandestino', un classico di Manu Chao. Dopo di loro, lo spettacolo è andato avanti con esibizioni di Simone Cristicchi che, tra l'altro ha proposto una singolare versione di 'Italiano' di Toto Cotugno. Adesso, come anticipato, dal palco viene data lettura di alcuni articoli della Costituzione italiana 'declamati' da alcuni cittadini rappresentativi di varie categorie: un artigiano, un'impiegata, un pensionato.
Tutti i dirigenti democratici sono arrivati a piazza San Giovanni. Lo stesso Bersani, in particolare, ha accolto Sergio Cofferati e Susanna Camusso, con i quali si è fermato a parlare per qualche minuto. Nel corteo, invece, aveva fatto capolino Oliviero Diliberto.
Un'ovazione ha salutato, intorno alle 14 il suo l'ingresso nel corteo, all'altezza di via Cavour. Tantissimi gli striscioni anche ironici nei confronti soprattutto di Berlusconi. Una signora sventolava una scopa di saggina con scritto 'Berlusconi scopa anche questa, uomini-sandwich esponevano cartelloni con scritto 'Berlusconi vendo il voto a 200 euro perché mi servono per vivere', un altro striscione avvicinava Arcore all'hard core in un gioco di parole di richiamo sessuale. Qualche striscione era un po' più esplicito 'L'Italia cambierà quando Berlusconi in galera andrà'.
Bersani si è poi unito ai militanti dell'altro corteo all'altezza del Circo Massimo. "Guardate questo splendido corteo. Qui c'è l'Italia di domani. Ci chiedono unità, combattività e con l'obiettivo di arrivare a voltare pagina e noi la forza ce l'abbiamo". Bersani non fa numeri sulla partecipazione alla manifestazione e su quelli del 14 dicembre in Parlamento osserva: "Martedì vedremo ma comunque vada la crisi del centrodestra è confermata, il governo Berlusconi è finito".
E la presidente del partito Rosy Bindi sfida il premier: "Vediamo un po' se Berlusconi riesce a comprare tutta questa gente. Questa è gente che non si compra e a noi questo basta. Guardando a questa manifestazione e tutte le persone che ci sono - afferma - vorrei anche ricordare a qualcuno che l'alternativa in questo Paese senza il Partito democratico non c'è".
Il Partito democratico oggi è ancora più "forte di una grande manifestazione che vuole dire che il gruppo dirigente del partito non è isolato", sottolinea Massimo D'Alema sfilando nel serpentone partito da piazza della Repubblica. Il presidente del Copasir fa un breve accenno alle polemiche degli ultimi giorni, da quelle che hanno coinvolto i popolari a quelle che hanno visto protagonista il sindaco di Firenze Renzi e taglia corto: "Non hanno fondamento serio, siamo un partito unito, unito nelle cose da fare al governo, dalla legge elettorale alle misure per fronteggiare la crisi economica".
Anche l'ex segretario Walter Veltroni guarda al 14 dicembre. "Il primo obiettivo è quello di certificare la crisi del governo Berlusconi e di questa stagione politica. Il resto lo si vede dopo". Secondo Veltroni "il Pd deve investire su se stesso, sulla sua capacità di innovazione e di parlare a tutto il paese. Il Pd deve fare questo prima di ogni cosa, le alleanze vengono dopo".