''Uscire dal malessere, un progetto verso il 2020''; ''Superare il populismo, riunire l'Italia''; ''Un nuovo inizio, un nuovo partito''; ''L'Italia bloccata, le riforme che mancano''; ''Un nuovo patto. Nazionale, generazionale, sociale''. Sono questi i cinque pilastri - come indicato nel documento programmatico - sui quali si svilupperà il progetto di Futuro e Libertà per l'Italia. Un partito che sarà guidato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, e che in pratica nasce all'indomani della rottura tra Fini e Silvio Berlusconi nell'ormai famosa direzione del Pdl dello scorso anno.
''Fli non si rivolge solo alla destra ma a tutti gli italiani, senza steccati e pregiudizi - si legge in uno dei passaggi principali del documento programmatico - e vuole essere un partito di programma fondato sui valori del patriottismo repubblicano, laico, fatto di credenti e non credenti. Un partito che si fonda sulla consapevolezza che l'etica pubblica è fondamento di ogni azione politica''.
L'Italia, recita il documento, ''ha bisogno di una classe dirigente che sia responsabile e coesa, che abbia senso dello Stato e rispetto delle istituzioni. E che si impegni a unire e non a dividere, a guardare avanti e non indietro per ricostruire il senso della nazione e ridare il sorriso della speranza ai più giovani''.
''L'Italia è migliore di quanto appare - viene detto ancora - ha una società vitale e solidale e imprese dinamiche e volitive. Ha arte e cultura e grande capacità di resistenza e nel contempo di innovazione''.
Per quanto riguarda il Sud e il suo sviluppo, il documento programmatico di Fil traccia come ''frontiera dell'ideale unitario non solo lo sviluppo del Meridione, ma lo sviluppo di tutta l'Italia''. ''Non una politica degli aiuti, che crea dipendenza, assuefazione, clientele - si legge - ma una politica della responsabilità che si fondi sull'assioma secondo cui non c'è sviluppo senza legalità e non c'è legalità senza sviluppò'.