Loading...

14 febbraio 2011

Ignazio La Russa, “Fini con pistola scarica”

    ''Senza rendersene conto ha indicato la strada: chiede par condicio. Poiché' il premier ha avuto la fiducia del Parlamento, lo sfido a chiedere lui alla Camera di votargli la fiducia come presidente. Si fa scudo del fatto che il regolamento non lo prevede, ma se lo chiedesse lui, magari con una mozione, si potrebbe fare.

   Provi e vediamo che succede''. Intervistato dalla 'Stampa', risponde così Ignazio La Russa, ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, alla proposta di dimissioni congiunte, rivolta al premier Silvio Berlusconi, avanzata ieri da Gianfranco Fini durante il suo intervento di chiusura all'Assemblea costituente di Futuro e Libertà. La proposta di andare a votare nel 2012, non prima di aver approvato una nuova legge elettorale e il federalismo, per La Russa ''e' un piccolo ricatto con una pistola scarica.

   Poiché' sa che non raggiungerebbe la soglia di sbarramento del 4%, chiede di cambiare la legge in cambio del sostegno al Federalismo. E' convinto che il suo Baldassarri sia ancora l'ago della bilancia nella Commissione bicamerale''. In realtà, sottolinea, ''lui fa solo finta di voler andare al voto. In realtà lo teme, e infatti ha subito aggiunto che tanto Berlusconi non si dimetterà mai''.

   In merito al nuovo soggetto politico, il ministro sottolinea che ''ormai il Fli è un partito di opposizione dipietrista. Non ha un progetto politico. Anzi, ne ha uno solo: liquidare Berlusconi costi quel che costi. E' un partito senza futuro''. Fini, aggiunge La Russa, ''e' diventato il leader di un partitino del quale si fa eleggere per acclamazione, lasciando in piedi l'equivoco di essere presidente della Camera, e nel quale non riescono a mettersi d'accordo nemmeno per eleggere un coordinatore. Il Fli è allo stesso tempo un partito verticistico e più rissoso del Pdl. Meno male che se ne sono andati sostenendo che mancava la democrazia interna''.

   Sull'appello di Giorgio Napolitano, il coordinatore del Pdl si dice convinto che il presidente della Repubblica ''voglia esorcizzare il timore che ci sia anche uno smembramento dei numeri. Vedo da parte di alcuni miei colleghi di partito una certa preoccupazione. Io non drammatizzerei le sue parole, non vedo la volontà di portarci al voto, che pure a noi converrebbe. Bisogna prendere la parte buona dell'appello, che è quello di abbassare i toni. Noi siamo d'accordo, la sinistra aizza le piazze''.

   Toni alti però anche nel centrodestra? ''E' normale - risponde La Russa - che uno sottoposto a lapidazione risponda tirando indietro le pietre. Berlusconi di pietre non ne ha, tira solo indietro quelle che riceve addossò'.