Silvio Berlusconi riconosce di essere un ''peccatore'' ma ''la giustizia moraleggiante che viene agitata contro di me è fatta per andare 'oltre me'''. Lo afferma lo stesso presidente del Consiglio in un'intervista che uscirà domani su Il Foglio.
Berlusconi non ha dubbi, ''chi predica una Repubblica della virtu', con toni puritani e giacobini, ha in mente una democrazia autoritaria, il contrario di un sistema fondato sulla libertà, sulla tolleranza, su una vera coscienza morale pubblica e privata. Io, qualche volta - ammette il premier - sono come tutti anche un peccatore, ma la giustizia moraleggiante che viene agitata contro di me è fatta per 'andare oltre' me, come ha detto il professor Zagrebelsky al Palasharp''. Una giustizia, sottolinea, ''fatta per mandare al potere attraverso un uso antigiuridico del diritto e della legalità, l'idea di cultura, di civiltà e di vita, di una elite che si crede senza peccato, il che è semplicemente scandaloso, è illiberalità allo stato purò'.