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16 novembre 2011

Alle 11 il presidente del Consiglio incaricato Mario Monti verrà ricevuto al Quirinale dal capo dello Stato

   Alle 11 il presidente del Consiglio incaricato Mario Monti verrà ricevuto al Quirinale dal capo dello Stato Giorgio Napolitano per sciogliere la riserva con cui aveva accettato il compito di formare il nuovo governo. Anche la lista dei ministri, su cui c'è stata baruffa tra Pd e Pdl, è pronta.

   Nel pomeriggio dovrebbe esserci il giuramento di rito del nuovo esecutivo, mentre i parlamentari sono stati già allertati per il dibattito e il voto di fiducia sulle comunicazioni programmatiche che Monti terrebbe domani al Senato e venerdì alla Camera. La strada del nuovo governo appare ora in discesa dopo che ieri Monti e Napolitano avevano fatto il punto sulla situazione in un colloquio di un'ora e mezza all'ora di pranzo nel quale il presidente incaricato ha riferito soprattutto dell'esito degli incontri con le delegazioni di Pd e Pdl. In serata c'è stato poi un ulteriore incontro a Palazzo Giustiniani tra Monti e il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Secondo le indiscrezioni, avrebbero discusso della composizione dell'esecutivo, a iniziare dalla presenza o meno di Gianni Letta in qualità di vicepremier, ipotesi non del tutto scartata nella giornata di ieri nonostante lo stesso ex sottosegretario abbia comunicato di voler fare un passo indietro per non creare problemi a Monti.

   ''Se posso dare un consiglio spassionato a Monti, io non mi priverei mai di una persona come Letta che ha un così alto senso delle istituzioni e dello Stato'', aveva detto Alfano, aggiungendo di non avere obiezioni sull'ipotesi che nel nuovo governo, insieme a Letta, potesse esserci l'ex premier Giuliano Amato, considerato di area Pd.

   Il Pd ha però continuato a precisare di non gradire la presenza di Letta nel nuovo governo considerando tale ipotesi un segnale di continuità con l'esecutivo presieduto da Silvio Berlusconi. L'intransigenza del Pd sulla candidatura di Letta a vicepremier potrebbe perciò bloccare la nomina di Giuliano Amato a ministro degli Esteri, considerato dal Pdl un politico a tutti gli effetti la cui presenza cambierebbe la natura tecnica del governo. Ma sul nome di Amato insisterebbe lo stesso presidente Napolitano.

   L'incontro tra Monti e Alfano è servito inoltre a chiarire che da parte del Pdl non c'è nessun veto sulla possibile nomina di Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano che ha in corso alcuni procedimenti giudiziari contro Berlusconi, a ministro della Giustizia.

   La posizione del Pd l'ha spiegata Pier Luigi Bersani: ''Noi diamo pieno e convinto sostegno a un governo di autorevole e forte caratura tecnica e non per sostenere meno ma meglio Monti. Non abbiamo posto termini al governò'. Quindi, niente politici nell'esecutivo e niente limiti di durata al nuovo governo. Il segretario del Pd, dopo l'incontro con Monti di ieri mattina, è poi andato al Quirinale dove si è intrattenuto per circa un'ora a colloquio con il presidente Napolitano.

   Il presidente incaricato avrebbe infine preso atto che i partiti, salvo sorprese dell'ultima ora, non vogliono far parte dell'esecutivo pur sapendo che ciò rischia di indebolirlo. Monti avrebbe di conseguenza scelto di essere più intransigente sul problema della durata del suo governo, dicendosi pronto a non escludere che il suo mandato possa concludersi con la fine della legislatura nella primavera del 2013.

Il senatore a vita aveva espresso il suo ottimismo poco prima delle 20 di ieri, quando si è presentato davanti ai cronisti: ''Voglio trasmettervi la mia convinta e motivata fiducia nella solidità delle nostre istituzioni e nella partecipazione costruttiva alla società civile da parte di tutte le forze che la compongono''.

Monti ha poi fatto una annotazione: ''Nell'incontro con le parti sociali mi ha positivamente colpito la disponibilità citata con riferimenti concreti a possibili provvedimenti avanzata da diverse parti nel senso di dire: questo eventuale provvedimento non ci entusiasmerebbe ma nel quadro di un contributo complessivo per la soluzione della crisi potremmo essere disposti a considerarlo''.

In effetti, il giudizio di Susanna Camuso, segretaria della Cgil, dopo l'incontro con il presidente incaricato non è stato negativo come si pensava alla vigilia: ''Monti vuole un metodo di confronto e questa è una scelta di relazione con le parti sociali che apprezziamo Dopo la formazione del governo vedremo gli annunci concreti e li valuteremo''.

Ciò che ha convinto anche Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, sulla bonta' del tentativo messo in atto da Monti è che il presidente incaricato ha intenzione di affrontare non solo l'emergenza ma di lavorare alla crescita e a riforme strutturali.

Giudizio positivo pure da parte di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, sull'incontro avuto con Monti: ''Supportiamo fortemente la nascita di questo governo perché' per noi è l'ultima chance per tornare a essere credibili''.