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15 novembre 2011

Giornata cruciale per il presidente incaricato Mario Monti

   Giornata cruciale per il presidente incaricato Mario Monti che conclude le sue consultazioni. In mattinata incontra le delegazioni di Pdl e Pd, i due maggiori partiti senza il cui appoggio non può nascere il nuovo governo. Dopo il colloquio con Monti, si riunirà l'Ufficio di presidenza del Pdl da cui si attende la definitiva fumata bianca. Nel pomeriggio Monti incontrerà le parti sociali e poi - come annunciato nella sua conferenza stampa di ieri sera - anche le ''rappresentanze istituzionali di donne e giovani perché' quasi sempre ciò che giova ai giovani giova anche al paese, e questo vale pure per le donne''. In serata, Monti potrebbe infine salire al Quirinale e sciogliere positivamente la riserva con cui ha accettato l'incarico di verificare le condizioni per la formazione di un nuovo esecutivo. La lista dei ministri sarà resa nota successivamente, mentre il giuramento della nuova compagine di governo di fronte al presidente Giorgio Napolitano potrebbe avvenire domani. Se la tabella di marcia venisse rispettata, giovedì e venerdì Monti terrebbe il suo discorso programmatico prima al Senato e poi alla Camera.

   Negli incontri con le delegazioni di Pdl e Pd, il presidente incaricato deve sciogliere due nodi irrisolti che si sono presentati sul suo cammino: la presenza o meno di politici nella squadra dei ministri, la durata del governo che si appresta a varare.

Sul primo punto Monti ha spiegato ai cronisti che gli ''e' sembrato importante dare un segnale concreto e aperto di disponibilità ad avere quell'apporto che necessariamente dovrò avere dalle forze politiche, di averlo anche in forma di membri del governo appartenenti a forze politiche''. C'è quindi piena disponibilità ad accogliere le indicazioni che verranno dai due maggiori partiti. Il Pdl sembra intenzionato a caldeggiare una soluzione che privilegi la fisionomia tecnica del governo, disponibili ad accettare le richieste di Monti sulla presenza di politici nell'esecutivo sono invece Pd e Terzo polo.

Sul secondo punto la posizione di Monti appare più decisa. Ha puntualizzato ieri sera: ''Non accetterei un governo a tempo. Che i segretari di partiti siano presenti nel governo non è condizione indispensabile ma è indispensabile invece un convinto appoggio su caratteristiche, valori e configurazione del governò'. L'auspicio è che il nuovo esecutivo duri fino alla primavera del 2013, quando va a scadenza la legislatura.  L'onorevole Roberto Antonione, tra i fondatori di Forza Italia e ora dei Liberali per l'Italia che si sono separati recentemente dal Pdl, intervenendo ieri sera nella trasmissione ''L'infedele'' su La, ha spiegato che ''a Monti, incontrato nelle consultazioni, farebbe piacere che ci fossero politici anche a livello di ministri oltre che di sottosegretari''.

   Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, ribadisce un atteggiamento costruttivo nei confronti di Monti ''a condizione che ci si confronti su una proposta programmatica e sulla struttura del governò' ma ''nessuno può pensare a consensi al buio perché' Berlusconi non è stato sfiduciato dal Parlamento: ha fatto un passo indietro con grande senso di responsabilità''. Stessa posizione quella di Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, che auspica la formazione di un governo tecnico.

   Secondo le indiscrezioni, tra le prime misure che Monti intenderebbe far approvare dal nuovo Consiglio dei ministri ci sarebbero la patrimoniale, la reintroduzione della tassa Ici sulla prima casa e l'anticipo rispetto al 2026 dell'aumento dell'età pensionabile a 67 anni. Sulla patrimoniale ci sarebbe tuttavia da superare la contrarietà del Pdl, obiettivo che si può ottenere discutendo l'entità dei patrimoni da tassare.

Un sì convinto all'azione di Monti viene da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: ''Bisogna collaborare seriamente e con grande senso di responsabilità sia dei partiti sia delle parti sociali, avendo come unico obiettivo il bene del paese. E' molto importante recuperare fiducia e credibilità per tornare a crescere''.

Susanna Camusso, segretaria della Cgil, anticipa cosa intende chiedere oggi pomeriggio al presidente incaricato: ''A Monti sottolineeremo che le ricette finora presentate non sono utili e ascolteremo cosa ci dirà. L'Italia ha bisogno di un'altra politica economica che si basi su equità sociale, redistribuzione fiscale e patrimoniale sulle grandi ricchezze''. Nell'elenco della leader della Cgil non ci sono le pensioni, il cui ritocco viene ritenuto solo un modo per fare cassa.