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13 novembre 2011

'E' stato triste vedere che un gesto responsabile sia stato accolto con fischi e insulti''. Lo afferma il presidente del Consiglio dimissionario, Silvio Berlusconi

   'E' stato triste vedere che un gesto responsabile sia stato accolto con fischi e insulti''. Lo afferma il presidente del Consiglio dimissionario, Silvio Berlusconi, in un videomessaggio agli italiani trasmesso da Skytg24, a proposito delle contestazioni di ieri sera dopo le sue dimissioni. ''A quanti hanno esultato'' per le dimissioni ''voglio dire - continua Berlusconi - che da domani raddoppierò il mio impegno in Parlamento e nelle istituzioni per rinnovare l'Italia.

    Non mi arrenderò finche' saremo riusciti a modernizzare l'Italia riformando l'architettura dello Stato''. ''L'Italia e gli italiani devono realizzare al più presto le riforme concordate con l'Europa per uscire più forti da questa prova. Qualunque sia il prossimo governo nessuno potra' portarci via la nostra sovranità e la nostra autonomia nelle decisioni. Siamo un grande Paese''.  ''Abbiamo compiuto il nostro dovere, abbiamo messo a punto in tempi record la Legge di stabilità finanziaria e l'abbiamo approvata in Parlamento con i nostri voti. Questa legge contiene più del 50% delle riforme e delle misure che ci vengono chieste dall'Europa e ci consentirà di dimostrare ai nostri partner europei e ai mercati che l'Italia sa mantenere gli impegni e fa sul seriò'.  ''Siamo pronti a favorire gli sforzi del Presidente della Repubblica per dare subito al Paese un governo di elevato profilo tecnico reso forte da un largo consenso parlamentare. Noi faremo quindi il nostro dovere.

    E' arrivato però il momento di mettere alle spalle ogni faziosità ed ogni gratuita aggressione personale''. ''Ringrazio gli italiani. Grazie per l'affetto, per la forza che ci avete trasmesso e che ci hanno permesso di raggiungere molti degli obiettivi che ci eravamo prefissi dal 1994, dal giorno in cui annunciai la mia discesa in campo. 'Il giorno della mia discesa in campo ha cambiato la storia dell'Italia. Al credo politico che pronunciai nono sono mai venuto meno. Fu e rimane una dichiarazione d'amore per l'Italia. Dissi che l'Italia è il Paese che amo e quell'amore e quella passione sono immutate''.