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11 febbraio 2011

Il premier Berlusconi: «Fuori l'Udc dalle nostre giunte» Sarebbe "in bilico" anche la Calabria

    Se il Pdl decidesse di rompere le alleanze con l'Udc in sede locale – come ha auspicato ieri il premier Silvio Berlusconi – potrebbero determinarsi effetti importanti, fino alla crisi, in alcune amministrazione regionali e locali di centrodestra.

   Quindi il premier Silvio Berlusconi va alla guerra di logoramento contro Pier Ferdinando Casini. Per depotenziare l'avversario sul territorio scatta l'ordine di scuderia del Cavaliere ai suoi di cacciare tutti i centristi dalle giunte nelle quali governa il Pdl. Ovvero, a livello regionale, Campania, Lazio e Calabria. Ma l'ipotesi appare impraticabile. «Non ne so nulla, l'Udc è in giunta e rimarrà in giunta sicuramente», si affretta a dire Renata Polverini.

   Anche perché, come non manca di sottolineare il leader dell'Udc, in gioco c'è la stabilità dei governi locali. «Ora – attacca Casini – Berlusconi per difendere se stesso minaccia anche la governabilità delle regioni». È una cosa, aggiunge, «quasi ridicola», anche perché i presidenti delle regioni «non sono camerieri di Arcore». La mossa di Berlusconi sul fronte dei governi territoriali, serve anche a dare una risposta ai «Responsabili» in pressing sul governo per ottenere spazio non solo nella compagine esecutiva, ma anche a livello locale in vista delle amministrative. «Responsabili» che, anche per questo, stanno tenendo sulla corda il premier con la minaccia di far mancare il loro appoggio parlamentare, ma che sono indispensabili al Cavaliere in Aula oltre che per risolvere il Risiko del voto delle commissioni.

   Quest'ultima partita sta diventando, infatti, sempre più pericolosa per la maggioranza con le opposizioni che si stanno muovendo per mettere in seria difficoltà il governo in vista di provvedimenti "pesanti" come il decreto mille proroghe in arrivo a breve dal Senato. Va in questo senso la mossa dell'Udc, che secondo quanto si apprende, sta per spostare un suo deputato in commissione Bilancio. Si tratterebbe di Renzo Lusetti che lascerebbe così la commissione Cultura.

   A quel punto, nella commissione presieduta dal leghista Giancarlo Giorgetti, le opposizioni sarebbero sopra di un voto rispetto alla maggioranza. Per risolvere l'impasse il Cavaliere ha chiesto al gruppo parlamentare di Iniziativa Responsabile nel corso di alcuni colloqui privati, di aumentare la pressione nei confronti dei parlamentari ancora indecisi per farlo arrivare a quota 29.

    Si sarebbe speso anche in prima persona nei confronti di qualche deputato del gruppo misto in modo da sollecitarne il passaggio a Ir e non è esclusa l'ipotesi di allargare i prestiti dal Pdl. Con 29 deputati su 14 commissioni i responsabili avrebbero diritto a due parlamentari per ciascuna con un resto che potrebbe andare a rafforzare la maggioranza nella Bilancio ripristinando il pareggio.