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11 febbraio 2011

La fiera di Milano vedrà non solo la nascita ufficiale del partito Futuro e Libertà - che verrà proclamata domenica -, ma rappresenterà anche il tempo delle scelte

     La fiera di Milano vedrà non solo la nascita ufficiale del partito Futuro e Libertà - che verrà proclamata domenica -, ma rappresenterà anche il tempo delle scelte, in una lotta tutta intestina tra i 'colonnelli' futuristi, per i ruoli e gli incarichi all'interno del partito, in primis per la carica di segretario, o coordinatore. L'atmosfera che si respira nel padiglione 18 al termine della prima giornata dell'Assemblea costituente di Fli è tesa. C'è chi già brinda e chi invece mastica amaro, senza nasconderlo più di tanto. Il leader Gianfranco Fini, seduto in prima fila a seguire il dibattito, si dice comunque, viene riferito, ''soddisfatto, perché' non ci sono state contrapposizioni tra falchi e colombe, ma si è cercato di descrivere il progetto di una destra che va oltre Berlusconi''.

   Data per scontata la presidenza di Fini, seppur in forma 'congelata' fintanto che ricoprirà la carica di presidente della Camera, restano dunque da definire diverse caselle dell'''organigramma''. In primis quella di segretario del partito. Le quotazioni sembrerebbero, da quanto si apprende, favorire Italo Bocchino, attuale capogruppo alla Camera. Adolfo Urso, altro contendente per la presidenza del gruppo a Montecitorio, finora coordinatore di Fli, sarebbe costretto ad 'accontentarsi' del ruolo di portavoce. Definizione dei ruoli che sarebbe tutt'altro che gradita al segretario di Fare futuro.

   ''Urso non l'ha presa bene - confermano fonti interne a Fli - ma mi sembra chiaro che alla fine ad aver vinto è la linea di Bocchino. Non è un caso che oggi nel suo intervento Urso sia stato molto più duro ed energico di Bocchino. Quasi a volerlo rincorrere''. La casella lasciata vacante dal deputato campano è l'altra grande posta in palio che coincide con la nascita di Fli. Le voci si rincorrono. Tutto è ancora da decidere ma pare che in pole position ci sia Roberto Menai, marcato stretto però dall'ex-radicale Benedetto Della Vedova, attualmente vicecapogruppo alla Camera.

Infine, un ruolo di prestigio potrebbe essere affidato anche a Fabio Granata, deputato siciliano ora membro della Commissione parlamentare antimafia, che dovrebbe diventare vicecapogruppo vicario a Montecitorio, con delega alla legalità e antimafia. Tra domani e domenica, i verdetti.