'Giù' le mani dall'emendamento del Pd che proroga i termini per l'impugnazione dei licenziamenti già approvato dalle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio del Senato''. Così la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro in merito alle ipotesi della marcia indietro del governo sul differimento dell'entrata in vigore della norma che restringe a soli 60 giorni il termine per l'impugnazione dei licenziamenti. ''Ricordo al governo e alla sua maggioranza che il nostro emendamento ha anche ricevuto il plauso dei tre sindacati maggiormente rappresentativi Cgil, Cisl e Uil. Se il maxiemendamento non conterrà quella proroga sarà evidente quel che già sappiamo: ogni volta che in gioco ci sono tutele e diritti dei lavoratori da salvaguardare il governo si volta dall'altra parte.
Il differimento votato dalle commissioni - aggiunge Finocchiaro - è una garanzia per le lavoratrici e i lavoratori e in particolare per quelli più deboli, i precari, che devono adeguatamente informarsi sui nuovi termini della disciplina contenuta nel collegato lavoro e, quindi, esercitare appieno le proprie prerogative''. ''Stravolgere il testo del dl mille proroghe con un maxiemendamento che non tiene conto dell'esame che le commissioni del Senato stanno portando avanti da giorni e su cui, con ogni probabilità, verrà posta la questione di fiducia, significherebbe esercitare, per l'ennesima volta, un insopportabile sopruso del governo sul Parlamento.
Significherebbe umiliare le Camere, espropriarle delle loro funzioni e violare quel sacrosanto principio di separazione dei poteri che è cardine di ogni democrazia''.