''Le opposizioni sono al momento della verità'' lo ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini che in una conferenza stampa ha auspicato una ''politica dei contenuti'' e ha rivolto un appello esteso alle forze sociali perché' si possa ''costruire una piattaforma per realizzare un'alternativa'' al governo Berlusconi. Una alternativa che tenga conto della lettera della Bce e che serva da ''base per una più ampia aggregazione''. Un processo, ha detto ancora Casini, che permetta alla Ue di ''sapere che c'è in Italia un'alternativa seria che non sfugge alle responsabilità''. Questo è un punto essenziale, ha sottolineato Casini, perché ''se la Ue sa che Berlusconi non è affidabile non sa però se l'alternativa lo sia affidabile''.
Casini che ha parlato di ''costruzione di una piattaforma'' con una ''politica di contenuti che non sia più la politica dello schieramento'' che ''produceva coalizioni ma che non assicurava la governabilità'' ha auspicato la realizzazione di una ''alleanza alternativa'' con chi condivide la piattaforma programmatica ''ma da allargare alle parti sociali''. In proposito ha evocato un ''patto'' che permetta di realizzare le riforme necessarie al Paese che non sarebbero realizzabili in presenza di una ''spaccatura sociale'' con schieramenti di 51 contro 49. E questo perché' ''se le parti sociali non danno una mano non si fanno le riforme''. In sostanza l'appello di Casini per la ''costruzione di una piattaforma di contenuti'' ha una duplice valenza: da un lato è la strada da percorrere per un governo di responsabilità e dall'altro rappresenta la via di aggregazione per affrontare un voto politico anticipato.
Tutto il discorso di Casini assume la lettera del Governo al Consiglio Ue come uno spartiacque nel senso che questo documento di intenti produrrebbe un disastro sociale grazie al ''patto scellerato'' tra Berlusconi e Bossi con ''lo scambio tra la difesa delle pensioni e la libertà di licenziamento''. ''Gli intenti contenuti nella lettera rischiano di fare la fine degli annunci già visti'' ha detto Casini che ha ricordato tutta una serie di promesse fatte da Berlusconi e poi non mantenute a partire dai ''5 punti del governo del fare'', passando per la ''frustata allo stallone'' e le ''5 diverse versioni della manovra approvata nell'agosto 2011 solo grazie al non ostruzionismo dell'opposizione'' nonché' il ''decreto sviluppo che Berlusconi aveva promesso entro il mese di settembre''.
''Noi -ha affermato Casini- aspettiamo la presentazione in parlamento entro il 15 novembre delle 4 direttrici da attuare entro i prossimi 8 mesi''. Casini ha sottolineato l'importanza di una riforma fiscale che preveda ''una minore tassazione su lavoro, famiglie e imprese'' a fronte di una ''maggiore tassazione sulla rendita finanziaria e sui grandi patrimoni''. Tutto questo, ha aggiunto, è ignorato al punto che si può parlare di ''lettera monca che rischia di innescare uno scontro sociale''. In proposito Casini ha parlato di disponibilità alla flessibilità nel mercato del lavoro ma in cambio di garanzie di assistenza al lavoratore ''con un salario minimo garantito'' e altri ammortizzatori sociali. ''Credo di essere stato chiarò' ha fatto osservare Casini: ''Noi non vogliamo più che la politica degli schieramenti, anche alle prossime elezioni, superi la politica dei contenuti. Noi vogliamo parlare di contenuti e diciamo che ciascun schieramento che potra' essere messo in campo lo sarà in base ai contenuti. Con gli amici Fini, Rutelli e Lombardo non abbiamo creato un polo generico, abbiamo parlato di contenuti''.
''L'ora della verità non è la letterina di Berlusconi, ma la lettera della Bce che è arrivata sul tavolo italiano con il suo duro richiamo alla realtà. Se vogliamo evitare i sorrisini abbiamo un solo modo: essere seri e rimboccarci le maniche. Dobbiamo fare dell'Italia un paese virtuoso: questa è la base dell'aggregazione del terzo polo e nuove e più ampie aggregazioni si possono creare solo sulla base di questi contenuti''. Sull'incontro avuto oggi con il segretario Dc, Casini ha smitizzato sottolineando che ''Bersani sa benissimo cosa penso e non c'è bisogno di colloqui ulteriori''. Certo, ha spiegato, prendendo un cappuccino insieme ''come colleghi che si stimano abbiamo parlato del vertice europeo di ieri ed anche delle decisioni prese''. Ad una domanda sul contributo politico che può venire da ''personalità' esterne al palazzo'' ad esempio Monti o Prodi, Casini ha risposto con una battuta: ''Per quanto riguarda Romano Prodi, non mi sembra che sia fuori dal palazzo. Si è allontanato un attimo! E' stato presidente del Consiglio...
Quando parlo di personalità esterne mi riferisco a persone che sono state estranee all'impegno politico in questi mesi, che hanno un impegno civile e che vogliono rimboccarsi le maniche per dare una mano al loro Paese. Ma io non faccio il catalogo delle persone ne' do pagelle, ne' faccio invocazioni di uomini della provvidenza ma uomini che si impegnano per cambiare le cose''.