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13 novembre 2011

Bersani: “Potevamo vincere le elezioni, ma ''non mi interessa di vincere sulle macerie. Mi interessa il futuro del Pd”

Potevamo vincere le elezioni, ma ''non mi interessa di vincere sulle macerie. Mi interessa il futuro del Pd, un partito che non ha ancora quattro anni, battezzato al Lingotto e poi con le primarie. Ma il vero battesimo avverrà proprio attraversando questa crisi, la più grande del Dopoguerra. Un passaggio che non sarà breve.

   Scommetto che il Pd si affermerà come un grande partito riformista di governo e nazionale. Se non è questo non è''. Lo afferma il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, intervistato al quotidiano ''La Repubblica'', all'indomani delle dimissioni di Silvio Berlusconi che giudica come il ''giorno della liberazione. Tutti, chi più chi meno, hanno portato un sassolino per arrivare a questo passaggio di importanza incalcolabile''.

Credo, aggiunge, ''che ognuno di noi abbia in questo momento emozioni e riflessioni personali. Io ricordo cosa dissi quando partii con le primarie: 'Il più antiberlusconiano di tutti sarà quello che lo manda a casa...''. E ora il governo Monti: ''Me lo aspetto di prevalente contenuto tecnico, direi di caratura tecnica'' e ''improntato a criteri di sobrietà e concentratissimo a risolvere i problemi degli italiani che vivono normalmente, siano essi elettori del Pd o del Pdl''.

In ogni caso, conclude Bersani, ''non abbiamo ancora risolto l'esperienza del berlusconismo. La grande discussione, che avrà i suoi riverberi nella futura campagna elettorale, sarà su due modelli: il modello riformatore di democrazia rappresentativa e costituzionale e quello populista, dell'uomo solo al comando, diffidente delle regole e della divisione dei poteri, che ha agitato il paese in questi anni''.