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01 novembre 2011

''A determinate condizioni, visto il particolare contesto di macelleria sociale, l'Idv è disposto anche a fare un passo indietro e a sostenere Bersani nelle primarie di coalizione''. Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro

    ''A determinate condizioni, visto il particolare contesto di macelleria sociale, l'Idv è disposto anche a fare un passo indietro e a sostenere Bersani nelle primarie di coalizione''. Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, intervistato dall'Unità, si dice disposto a fare ''una scelta' di responsabilità'' da ''prendere in considerazione solo solo se funzionale alla chiarezza e al rafforzamento della coalizione per voltare pagina rispetto all'incubo Berlusconi''. ''Il Pd diviso è un danno per tutti'', sottolinea Di Pietro, che spiega di temere ''l'effetto Molise'', con più esponenti del Pd, ''Renzi, Zingaretti o altri'', candidati alle primarie di coalizione e il ''rischio'' è quello ''di assistere all'ennesimo scannamento''.

   Tuttavia, aggiunge, ''Renzi è una risorsa, pone delle questioni, è un pungolo. E' sbagliato criminalizzarlo''. Il leader dell'Idv auspica ''un'alleanza di legislatura con Casini, senza veti ne' preconcetti''. Quando si andrà al voto, sostiene, ''e' matematicamente certo che Casini farà quello che dice di essere, il Terzo Polo, per giocare il ruolo dell'ago della bilancia''. Di Pietro difende la proposta di una contro-lettera all'Ue firmata da Idv, Pd e Sell. ''Dobbiamo portare in Europa le nostre proposte e far vedere al resto del mondo che un'alternativa a Berlusconi esiste già''. La riforma del lavoro non è più rinviabile, prosegue, ma ''il rilancio dell'economia deve passare prima da altri punti, non certo dai licenziamenti facili o dalle pensioni''.

   Sul rischio terrorismo evocato dal ministro Sacconi, ''dirlo e basta non serve, non può mettere in pace le coscienze. Bisogna dare risposte al problema. Servono fatti e non parole''.