''Renzi è una delle nostre risorse e condivido molte delle cose che dice da riformatore. Doveva avere il coraggio, però, di parlare di alleanze''. Il responsabile Welfare del Pd, Beppe Fioroni, in un'intervista al Corriere della Sera, interviene nel dibattito interno al partito scaturito dalla convention organizzata dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
''Ha ragione, Matteo, quando dice che le idee vengono prima di tutto, ma quelle idee vanno condivise con chi, assieme a noi, può dar vita ad una alternativa al governo che le renda realizzabili. Idee che non vanno svendute a vecchie logiche pattizie di partito. Logiche che porterebbero a escludere il Terzo Polo a priori, pur di partecipare alle primarie. Per questo dico a Matteo: non ci si può adattare alla logica di Vasto. Il progetto richiede una condivisione più ampia, partendo dal Terzo Polo. Non ci dovrebbe essere - spiega Fioroni parlando di Casini - alcun pregiudizio su chi deve guidare questa coalizione. Lo spread è a 400 punti, la Borsa in calo, gli interessi dei nostri titoli sono oltre il 6%, la disoccupazione in crescita. E' una situazione grave che richiede grande responsabilità. Il voto è l'ultima ipotesi, serve governo del presidente''. ''Non vorrei che Renzi escludesse il Terzo Polo e il governo del presidente per avere in cambio le primarie.
Dobbiamo superare le distorsioni del bipolarismo, ma anche la logica dei partiti personali. Dopo il governo del presidente - conclude Fioroni - serve un sistema di alleanze che si allarghi partendo dal Terzo Polo. Solo dopo, insieme, sceglieremo il premier. Il Pd deve ora dare sicurezza al Paese, non c'è spazio tra dinosauri e astronauti, servono costruttori di futuro, sereni e coerenti''.