''A questo punto serve un 'governo di scopo' per varare una patrimoniale pesante utile non soltanto come risorsa per il debito, ma anche per la crescita dell'economia''. Anche Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra, ecologia e libertà, guarderebbe con favore a un esecutivo di transizione. Certo, con tanti se e tanti ma, e con l'idea di ''arrivare poi in pochi mesi, per la primavera, a elezioni anticipate''.
''Bisogna aggredire il problema italiano che, come è ormai evidente anche a livello internazionale, è rappresentato da un altissimo debito e una bassissima crescita. E vanno affrontati -dice Vendola- entrambi i lati del problema. I tagli alle tutele, ai servizi e al reddito dei ceti medi e bassi fin qui prospettati e messi in atto non rappresentano una soluzione, ma, al contrario, sono un moltiplicatore della crisi. Oggi sono centrali la battaglia per l'equità sociale e quella per salvare l'Italia''. Con quale ricetta? ''Sono necessari interventi significativi per abbattere il deficit e ridurre le quote di debito. Ma, contemporaneamente, va sviluppata la crescita. Come dicevo, la ricetta è una patrimoniale pesante. Ma non quella che già c'è, cioè quella che Berlusconi ha imposto ai ceti medio bassi...''. Nessun altro provvedimento? ''Si': una importante tassazione delle rendite e tagli alle spese militari. Puntò'.
Quanto crede che siano condivise queste soluzioni? ''Credo che saranno la bussola del nuovo Ulivo. E del resto, che cosa si dovrebbe appoggiare, la politica economica del centrodestra, la loro macelleria sociale? Per quattro anni la maggioranza ha nascosto la crisi, l'ha negata. Ci dicevano che era disfattismo... Ed eccoci a una crisi che non è un evento meteorologico imprevedibile, ma che è figlia della redistribuzione verso l'alto delle ricchezze: la crescita della rendita e l'impoverimento del reddito da lavorò'. La patrimoniale piace anche a Confindustria. ''Si e va bene, purché' -ha detto Vendola- non sia solo un sacrificio simbolico''. Chi vedrebbe a guidare questa fase transitoria, questo ''governo di scolpò'? ''Nomi? A me interessano i temi, e credo che quelli necessari a sanare la crisi siano contro natura per questo Parlamentò'.
Come immagina una vostra futura coalizione per l'alternativa di governo? ''Immagino un grande cantiere aperto non solo alle forze politiche che vogliono salvare e rilanciare il Paese, ma anche a soggetti sociali che criticano il berlusconismo. La politica non si esaurisce con i partiti, ne' con l'all'eonismo costruito nel teatrino (...) Quello che oggi serve al Paese è ricostruire la comunità di tutte le generazioni: non con la formula vecchi/giovani, ma con quella ricchezza/povertà''. Somiglia a qualcosa di antico... ''Dobbiamo -spiega Vendola- passare dalla sbornia consumistica alla sobrietà. Voglio usare una parola religiosa: serve una conversione dell'economia''.