Con la nuova svolta politica in Italia ''si sta per chiudere l'accordo della Lega'' con il Pdl. Lo ha detto, ai microfoni di Sky, Roberto Maroni.Secondo il ministro dell'Interno la ''prospettiva resta quella di continuare il rapporto su nuove basi. Adesso - ha detto - c'è una pagina bianca da scrivere e si gira pagina.
Occorre scrivere i contenuti di un nuovo accordo perché', e' inutile metterlo sotto silenzio, loro sono nella maggioranza e noi all'opposizione''. ''E' la prima volta in 17 anni che c'è una scelta diversa tra noi e il Pdl, su fatti così importanti''. ''Ho ricevuto telefonate dal Capo dello Stato e dallo stesso Monti per convincermi, e convincere la Lega, a far parte della maggioranza''. A svelarlo, ai microfoni di Sky, e' stato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. ''Ma noi - ha subito aggiunto - abbiamo fatto la nostra scelta anche perché' in Parlamento occorre che vi sia la garanzia di una opposizione sennò - ha aggiunto - saremmo come Gheddafi''.
Ieri, contro Silvio Berlusconi e' andato in scena ''un brutto spettacolo'' a Roma con le contestazioni, che ha poi rivelato di aver sentito telefonicamente lo stesso premier dimissionario trovandolo ''molto provato moralmente e fisicamente e demoralizzato''.
Roberto Maroni prevede un percorso tutto in salita per il nuovo esecutivo, ribadendo la netta contrarietà della Lega al nuovo governo Monti, e avanzando il sospetto che tutto si risolva in una svendita del patrimonio nazionale ''a colossi franco-tedeschi''. e ''questa maggioranza non reggerà. E' un percorso molto difficoltoso - ha poi detto - e sarebbe giusto arrivare presto alle elezioni politiche''. L'esponente leghista ha poi riportato quello che ha definito ''il timore diffuso, che condivido parzialmente, - ha detto - che tutto si concluda con una operazione di svendita del patrimonio nazionale, delle banche, di realta' come Eni o Enel. Non vorrei - ha poi aggiunto - che arrivasse, ad esempio, un colosso dell'acqua francese per acquisire le nostre reti idriche. E' meglio vigilare''.