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12 novembre 2011

Silvio Berlusconi avrebbe dato un sostanziale via libera a un governo guidato da Mario Monti

   Silvio Berlusconi avrebbe dato un sostanziale via libera a un governo guidato da Mario Monti - con cui si è confrontato per circa due ore a pranzo - ma sono ancora molti i nodi da sciogliere. A cominciare dalla composizione del nuovo esecutivo, che si presume sia di natura prettamente tecnica. Una scelta che precluderebbe ad esempio un eventuale ingresso di Gianni Letta - secondo diverse fonti del Pdl ancora al centro di una trattativa piuttosto complessa, secondo altre ''assolutamente fuori'' dalla questione centrale. Ovvero, programma chiaro e definito, nel solco delle richieste dell'Ue e delle garanzie a sua volta fornite. Per capirci, il 'no' alla patrimoniale rimane assoluto.

   A preoccupare Berlusconi, inoltre, è il rapporto con la Lega Nord, che ha deciso di non sostenere la nascita di un nuovo esecutivo, restando dunque all'opposizione. Non a caso, appena arrivato alla Camera, dopo oltre due ore di incontro con Monti, il premier ha ricevuto nella sala del governo anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, e quello della Semplificazione, Roberto Calderoli, a cui avrebbe chiesto di rivedere la loro posizione. Richiesta che quasi certamente non potra' essere soddisfatta.

   Ma c'è dell'altro. A creare ulteriore fibrillazione è la spaccatura evidente all'interno al Pdl. Un gruppo di trenta parlamentari, molti di ex Allenza nazionale, si è riunito oggi pomeriggio per stilare un documento da presentare durante l'ufficio di presidenza del Pdl di stasera. Tre le richieste, secondo quanto si apprende: voto in primavera, dunque un governo a tempo; il nuovo esecutivo dovrà lavorare solo sui punti della lettera inviata dall'Italia all'Unione Europea e devono farne parte anche politici; deve essere esclusa dal programma la riforma della legge elettorale.